Del narrare le proprie storie ovvero del valore terapeutico della narrazione.

Maria è una donna che ha chiesto aiuto per affrontare i fantasmi del suo passato… non è una paziente reale, potrebbe essere “tutti i pazienti” perché la sua storia racchiude un po’ delle esperienze di tutte le persone che ogni giorno varcano la soglia dello studio di uno psicoterapeuta per ritrovarsi e ritrovare la strada persa.

Il valore terapeutico della narrazione

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Depressione: cosa fare?

La prima regola da seguire è che occorre rivolgersi al medico agli inizi del disturbo depressivo, prestando attenzione ad alcuni campanelli d’allarme, ovvero ad alcuni cambiamenti che sono tipici dell’esordio, in modo da approcciarsi in modo corretto alla cura della depressione.

Per esempio, in una persona che prima aveva uno stato di normale benessere, pur con gli alti e bassi della vita quotidiana, i primi segnali di una depressione possono essere rappresentati da insonnia o al contrario da ipersonnia, da un’inspiegabile riduzione del desiderio sessuale, da un insolito e facile affaticamento, da una variazione dell’appetito (aumento o diminuzione), da una calo dell’interesse e del piacere per una serie di attività abituali. Continua a leggere

Scrivere su di sé è terapeutico

Il racconto autobiografico ha delle valenze di auto-terapia: le ricadute benefiche riguardano sia la salute fisica che quella mentale

Sono spesso gli adolescenti che amano tenere un diario personale, scrivere pensieri sulle loro esperienze positive, sulle loro delusioni e sui loro sogni, ma sono molti anche gli adulti che si annotano gli avvenimenti, talvolta come ausilio alla loro memoria, altre volte come bisogno di raccontarsi gli eventi, in certi casi come dialogo con un “amico” immaginario che ascolta. Continua a leggere